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FEDERALISMO : ULTIMA SPIAGGIA PER LA LEGA Padova, 13 luglio 2010
Ormai siamo abituati alle spassose esternazioni di Bossi e dei suoi “delfini” Calderoli, Borghezio, Zaia, Cota e della “trota” Renzo, suo figlio prediletto, soprattutto nel periodo estivo. Può succedere che il caldo dia alla testa anche a persone sostanzialmente posate e riflessive (non ci sembra questo comunque il caso dei leaders della Lega), ma fa riflettere soprattutto che negli ultimi anni questa specifica fauna marina e fluviale si sia lasciata possedere da istintive manifestazioni, spesso assai volgari, e certamente non in perfetta sintonia con rappresentanti locali del Carroccio che, in molti casi, faticano a svolgere funzioni amministrative ed istituzionali corrette ed un rapporto funzionale con partiti o movimenti che sono invece, a livello nazionale, infangati, derisi od osteggiati dai loro capi. Ma se ad Umberto e ai suoi piu’ stretti collaboratori il Cavaliere è disposto a perdonare tutto (o quasi) ed accettare dictat ed imposizioni pur di combattere la sinistra e di liberarsi degli alleati scomodi (Fini in testa), non sembra che gli elettori padani siano piu’ in stretta sintonia con i loro profeti che, verosimilmente, hanno abusato di promesse e pontificazioni, dimostrando, anche ai piu’ ingenui,certamente la loro grande capacità di venditori di aria fritta, ma anche e soprattutto l’assoluta mancanza di concretezza e quello spirito combattivo e rivoluzionario così ampiamente rivendicato. “Il potere logora chi non ce l’ha” , assicurava il buon Andreotti, che di intrighi se ne intende, ma forse in questo caso è vero l’esatto contrario e l’atmosfera dissoluta e conciliante di Roma ladrona e del Parlamento nazionale hanno un po’ calmato gli istinti bellici di vetuste ombre di se stesse.Il Federalismo è ormai l’ultima spiaggia per Bossi, che se non dovesse essere in grado di ottenere risultati nemmeno su un punto cardine del suo programma dovrebbe riconoscere il suo fallimento e quello del suo partito.Avrà il coraggio di farlo? Ai posteri (speriamo non troppo in là) l’ardua sentenza.
Antonio Ferro
Fiamma Tricolore Padova
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