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ISRAELE NEL DUBBIO AGGREDISCE

Vicenza 3 giugno 2010

Era ormai passato troppo tempo dalle ultime violenze su civili inermi, così Israele ha provveduto sommariamente all’uccisione di una decina di attivisti pacifisti. Chissà se qualcuno del Governo israeliano sarà disposto a riconoscere l’errore; chissà se si aprirà uno straccio di “commissione” che verifichi in maniera oggettiva e distaccata le responsabilità sull'accaduto, ma nonostante tutto per Fiamma Nirestein sono “navi che minacciavano Israele”. In fondo non c’è nulla di cui meravigliarsi, Israele e Stati Uniti, in questi ultimi anni, hanno sovvertito ed ignorato ogni sorta di accordo internazionale. Dalla pace di Westfalia del 1648 (Trattato di Münster e Trattato di Osnabrück) fino alla Carta delle Nazioni Unite, che vieta l’aggressione militare, privilegiando i canali diplomatici. Trattati internazionale che vengono regolarmente usurpati come nel caso dell'ultimo intervento in Iraq quando il diplomatico americano Bolton, per giustificare l’ingiustificabile, ha arrogantemente sostenuto che gli Stati Uniti possono andare oltre l’obbligo di non belligeranza (quindi trasgredire ad un trattato) non solo nel caso in cui siano vittima di aggressioni, ma anche se vi sia il solo dubbio che uno Stato possa in qualche modo mettere in pericolo il proprio paese. Un furbesco escamotage per poter aggredire chiunque in maniera unilaterale, in modo del tutto arbitrario.

Quindi, nella certezza del dubbio, Israele spara e ammazza!

Gabriele Tasso

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